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Francesco Rezza

Giovane modugnese, torturato ed ammazzato dai paracadutisti del battaglione “Nembo” della Repubblica Sociale Italiana.

domenica 25 aprile 2021

E questa mattina il nostro pensiero va anche al giovane modugnese Francesco Rezza, torturato ed ammazzato il 4 giugno 1944 dai repubblichini del battaglione “Nembo”. Era nato a Modugno il 27 aprile 1920.Francesco non era un partigiano, e non era neppure un dichiarato antifascista. Purtroppo, fu travolto dalla tragedia della nostra storia. E’ noto che dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, ci fu lo sfaldamento dell’esercito italiano: “Tutti a casa” era il passa parola che si diffuse in ogni reparto. Anche Francesco, probabilmente, tentò di ritornare a casa, ma non gli riuscì, poiché, a ridosso dei fiumi Liri e Garigliano, si era costituita la “Linea Gustav”, sulla quale i Tedeschi, con l’ausilio della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana), bloccarono per 9 mesi gli Alleati, per cui egli si fermò a Roma, dove si arruolò come guardia ausiliare nella Polizia di Stato del Regno d’Italia, che faticosamente si cercava di ricostruire.Intanto, il 4 giugno 1944 – è una domenica, 271mo giorno dell’occupazione nazista di Roma, iniziata praticamente la sera di mercoledì 8 settembre 1943 – i primi reparti americani entrano all’alba nei quartieri periferici della città eterna. La loro avanzata è lenta, poiché i tedeschi e i paracadutisti della “Nembo” presidiano ancora tutti i punti nevralgici che portano al centro. Per poche ore Roma è controllata al centro dai Tedeschi e dal battaglione “Nembo”, che sono impegnati nelle operazioni di ripiegamento per salire verso il Nord e congiungersi alle forze della R.S.I., nei quartieri periferici dagli Alleati.Ecco, è proprio prima della partenza dei nazisti e del battaglione “Nembo” che si consuma la tragedia del giovane ventiquattrenne modugnese. Lasciamo la parola ad una breve annotazione della Polizia di Stato: “Il 4 giugno, […] le guardie ausiliarie di P. S. Lussorio Bosu e Francesco Rezza, in servizio di pattuglia, vennero catturate da un gruppo di paracadutisti del Battaglione “Nembo”, poiché notate indossanti delle uniformi che portavano al bavero le mostrine con le stellette del Regio Esercito e non i gladi dell’Esercito della RSI. Trasportati all’interno dell’Istituto di Botanica dell’Università di Roma, trasformato in comando del “Nembo” i due poliziotti subirono pestaggi e torture, prima di essere fucilati. Nel dopoguerra una lapide venne apposta all’interno dell’Istituto di Botanica, per commemorare il sacrificio degli agenti ausiliari Rezza e Bosu” [R.M.] (www.cadutipoliziadistato.it/caduti/rezza-francesco/).

Francesco Rezza, 27 aprile 1920 – 4 giugno 1944

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