Con il numero n. 132 della rivista «Nuovi Orientamenti» (gennaio 2008, anno XXX), fu intrapresa un’interessante iniziativa: in deroga alla tiratura ordinaria, fu pubblicato «Il calendario storico modugnese del 2008» nell’ambito del quale, per ciascun mese, furono riportati in ordine cronologico gli avvenimenti storici della nostra città, corredati di brevi commenti curati dal prof. Raffaele Macina, direttore della rivista. Si è pensato di riproporre tale ricerca storica, probabilmente non conosciuta da tutti gli abbonati, intitolando la nuova rubrica «Accadeva a Modugno il…» con l’obiettivo di annotare gli eventi di rilievo per «richiamare l’attenzione sul grande patrimonio costruito dalla nostra comunità, nel fluire della sua storia millenaria». Trascrivere gli eventi ha suscitato una bella sensazione, restituendo un piacevole senso di appartenenza alla nostra città; è la sensazione che auguro nell’invitarvi a seguire la nostra «nuova» rubrica.

(mp)


 

Qui di seguito l’articolo «Il calendario come occasione per riflettere sulla Città» (testo integrale), a firma del prof. Raffaele Macina, nel quale furono spiegate le ragioni dell’iniziativa:

«Dopo la pubblicazione nel 2001 dell’Agenda storica modugnese, più volte in questi anni, nelle nostre riunioni redazionali, si è affacciata l’ipotesi di realizzare un calendario che con brevi sintesi presentasse i fatti storici più importanti della città. Col 2008 viene alla luce il Calendario storico modugnese, che da un lato, come tutti i calendari, vuol essere un utile strumento per orientarsi fra i giorni e i mesi dell’anno, dall’altro vuole soprattutto richiamare l’attenzione sul grande patrimonio costruito dalla nostra comunità nel fluire della sua storia millenaria. Un patrimonio ricco e complesso che, incrociandosi con i grandi eventi nazionali ed internazionali, riguarda tutti gli aspetti dell’umano: pestilenze, guerre, pericoli, odi, albagia del potere, ma anche testimonianze di virtù, solidarietà, amore vero per il prossimo, dedizione per la propria città e per il bene comune. Dopo aver ultimato il lavoro, rivedendo il tutto e scorrendo i mesi con le diverse informazioni storiche, ho avuto quasi la sensazione di essere sollecitato da una notizia o da una illustrazione a fermarmi, a riflettere su quello che altri hanno fatto prima di noi nello stesso territorio all’interno del quale ora ci muoviamo.

Ecco, fermarsi e riflettere sull’operato di chi ci ha preceduti, su una piazza, una chiesa, un monumento, che costituiscono il patrimonio che la storia ci ha affidato perché poi lo si possa trasmettere integro alle future generazioni, questo sì che è un invito da cogliere.

Fermarsi, anche per capire di più le dinamiche sociopolitiche di una comunità e le smanie per tutto ciò che sa di effìmero e di improvvisato, destinato ad essere nullificato dal severo giudizio della storia.
Fermarsi per osservare quanto sia lenta, anzi lentissima, la politica di recupero di un bene culturale e quanto poco si faccia per quell’archivio storico comunale, che, trasportato a Bari nel 1980 presso l’Archivio di Stato per mancanza di locali comunali, ancora oggi dopo 28 anni non si riesce a riportare a Modugno.
Fermarsi anche per cogliere alcuni caratteri della storia della città: la presenza di vincoli comunitari che nel passato hanno motivato ad azioni concrete di solidarietà (la costruzione con capitali privati di una “peschiera”, la fondazione di una scuola o di una Società di Mutuo Soccorso); la capacità di affrontare e risolvere situazioni difficili come quando per ben due volte, dopo essere stata acquistata come feudo, Modugno si riscatta riconquistando la condizione di città regia, che garantiva un sistema fiscale meno oppressivo e livelli maggiori di autonomia politica.
Fermarsi, infine, per elaborare un’idea di città che sia in grado di conciliare sviluppo e vivibilità. Oggi sono molti i fattori che attentano alla vivibilità nella nostra città: oltre a quelli esterni (Centrale, Zona Industriale, ecc), vi è questa corsa sfrenata alla cementificazione che fa sorgere più appartamenti su una superficie prima occupata da una sola abitazione, con tutto quello che ne consegue a livello di servizi, viabilità ed inquinamento. Sembra di essere ritornati alla logica del mattone degli anni Sessanta, che registrarono indici elevati di speculazione edilizia.
Anzi, rispetto a quegli anni, oggi c’è un’aggravante: il prezzo degli appartamenti è giunto a livelli impossibili, addirittura superiore a quelli di molte zone di Bari. Lo sanno molto bene i giovani che, quando mettono su casa, vanno via da Modugno.
Ed una città che espelle i suoi giovani, non può avere alcuna storia. Ecco, io mi auguro che questo calendario del 2008 possa suscitare un maggiore interesse per la storia della città che, come si sa, non riguarda solo il passato ma anche il presente e la stessa possibilità di superare i suoi problemi.
(R.M.)

Il link per consultare la rubrica “Accadeva a Modugno il…”
https://www.nuoviorientamenti.it/category/attualita/accadeva-a-modugno-il/